Intervista con la storia su Un Anno e Un Giorno…

Ecco una simpatica intervista fatta da Ornella Dallavalle nel suo blog a me e a mio padre (ipotetica)…

Intervista con la storia: Tiziano Thomas Dossena e Emilio Giuseppe Dossena

INTERVISTA CON LA STORIA 6
Il progetto è nato per sensibilizzare e raccontare il periodo di pandemia mondiale che stiamo vivendo.  Chiederemo aiuto a personaggi illustri del passato, a quelle donne e a quegli uomini che hanno fatto la storia.  Ascoltare la loro voce ci permetterà di riflettere e forse ci  aiuterà ad affrontare questo periodo con maggior consapevolezza e saggezza. Sarà la persona intervistata a scegliere il suo ‘mentore’ e a farci ascoltare la sua voce, dopo aver passato almeno una settimana insieme a lei/lui attraverso letture, visioni di video, ricerche. I mentori potranno avere pareri discordanti, addirittura opposti, non siamo qui per giudicarli ma per ascoltare la loro voce, per capire cosa ci direbbero se fossero qui, ora, con noi. Oggi abbiamo con noi Tiziano Thomas Dossena e il suo mentore Emilio Giuseppe Dossena.
TIZIANO THOMAS DOSSENA
Tiziano Thomas Dossena è nato a Milano dove ha vissuto per i primi sedici anni della sua vita. Emigrato con i genitori in America, ha completato il liceo e conseguito tre lauree prima di ritornare in Italia nel 1978, a studiare medicina. Per alcuni anni ha diretto un’azienda di esportazioni di materiale medico sanitario ma, alla morte del padre, è tornato negli USA, dove ha conseguito altre due lauree e ha iniziato a dirigere la rivista L’Idea Magazine, attività che porta avanti da oltre trent’anni. Tiziano ha anche fondato le riviste OperaMyLove e OperaAmorMio e ha vinto molti premi letterari, sia come giornalista sia come poeta. Ama l’Italia e per questo cerca di far conoscere le attività degli italiani all’estero: scrivendo articoli, pubblicando libri (è il direttore editoriale della casa editrice Idea Press) e gestendo un network nel quale gli italoamericani possano fiorire. Tiziano ha scelto come mentore il padre perché fu proprio lui a spingerlo a scrivere e ad amare l’arte in generale, oltre ad offrirgli un esempio essenziale su come l’essere umano debba comportarsi in una società.
EMILIO GIUSEPPE DOSSENA
Emilio Giuseppe Dossena è nato a Cavenago d’Adda (ai tempi nella provincia di Milano e ora in quella di Lodi) nel 1903. Dopo essersi laureato all’Accademia di Brera si appassiona a diverse forme di espressione artistica. È conosciuto non solo per i suoi quadri ma anche per le sue decorazioni (Villa Necchi, Villa Invernizzi, il Circolo dei Dadi, la Terrazza Martini, ecc.), per i suoi restauri (nel 1965-66 restaurò tutti gli affreschi del castello di Parrano, in Umbria) e le sue poesie.
Nel 1968 si trasferì a New York, dove visse per otto anni, lavorando come restauratore per lo studio Berger (che serviva il Metropolitan Museum di New York e altri musei nazionali) ed esponendo le sue opere in varie gallerie statunitensi, con grande successo di vendita. Le opere del periodo newyorchese si distinguono per la vivida colorazione e per la tendenza  neo-espressionistica. Ritornò a Milano nel 1976 e l’Italia fece riemergere la sua vena neo-impressionista, ma con una colorazione legata all’esperienza americana. Negli ultimi anni di vita si dedicò anche alla scrittura di poesie.

Se Emilio Giuseppe Dossena oggi fosse qui:

  1. Metterebbe la mascherina? Se sì, la metterebbe per proteggere sé stesso o per proteggere gli altri?
  • Non ci sono dubbi che la mascherina sarebbe stata parte essenziale della mia nuova vita. Ho sempre tenuto conto delle necessità altrui prima di compiere qualsiasi azione. Proteggere gli altri è essenziale nella nostra vita, nella nostra società; non siamo esseri isolati e indipendenti e proprio per questo sentiamo un impulso di protezione verso gli altri, a volte anche a costo della nostra vita. In fondo, la mascherina non è un grande sacrificio…
  1. Scaricherebbe l’app Immuni? Accetterebbe un controllo sugli spostamenti degli individui? Starebbe a distanza dai propri simili? Baratterebbe la sua libertà per una forma di sicurezza?
  • Sono vissuto in tempi nei quali il computer era agli albori e il telefonino era un telefono ‘gigantesco’. Non so se avrei la pazienza di giocare con le app. Il controllo degli individui è una necessità dettata dalla situazione e io non posso negare l’efficacia dei risultati dell’utilizzo di Immuni ma, in gioventù, ho sempre combattuto contro qualsiasi forma di limitazione della libertà personale. Sono un artista, per me la libertà è la cosa più importante. Vorrei però specificare che c’è un po’ di confusione a proposito della percezione di ciò che è la libertà. Essere liberi non vuol dire far sempre ciò che si vuole. Ci sono sempre state delle restrizioni nella vita: a volte poste dalla natura, a volte dal sistema governativo locale. Servono per proteggerci da situazioni che possono farci del male. Non è niente di nuovo e lamentarci perché non possiamo andare di qui o di là non aiuta nessuno. Certo la situazione può diventare pesante, ma dobbiamo tenere sempre conto del bene comune.
  1. Si sarebbe sentito disorientato in questo momento? In cosa avrebbe sperato per il futuro? Cosa ci direbbe? Cosa farebbe?
  • Siamo tutti disorientati da questo virus che ha causato tanti morti, tanti problemi e degli immensi danni economici. Come potrei non essere disorientato se mi obbligassero a non vedere i miei figli e i miei nipoti? Oppure senza poter andare a dipingere un quadro in campagna? A tutto c’è una soluzione, però. Posso sempre dipingere una natura morta oppure scrivere una poesia…E poi adesso, con la tecnologia che abbiamo, ci si può vedere grazie ai telefonini e ai computer… Tutte queste paure mi ricordano i tempi della Spagnola, quando persi il mio fratellino, che morì proprio davanti a me… Anche allora furono tempi difficili per tutti. Orribili, direi. Il futuro non è altro che un presente differente, in continua evoluzione. Spero si riesca a trovare un vaccino e che la vita torni ad un ritmo normale. Niente di più. Mi auguro inoltre che tutti questi problemi non vengano politicizzati perché non si può far politica sulla vita delle persone. La politica non è filosofia, anche se si può basare su di essa, ma è azione legata a degli ideali comuni.
  1. Cosa definirebbe scuola? Accetterebbe la didattica a distanza?
  • Io sono un uomo semplice e definisco scuola il luogo nel quale posso apprendere ciò che è necessario per poter far parte, in modo costruttivo, della società. La didattica a distanza è molto interessante ma non è niente di nuovo anche se cercano di farla apparire così. In Australia, dove la popolazione è distribuita su ampie zone, usano da molti anni questo tipo di approccio: hanno iniziato con le radiotrasmittenti e poi con i computer, ottenendo ottimi risultati. Ci sono dei vantaggi: lo studente può rivedere la lezione più volte e così capirla meglio, ma anche degli svantaggi: il principale è la mancanza di contatto sociale sia con gli altri studenti sia con l’insegnante, è questo è un grosso limite da superare. C’è poi da considerare l’ambiente famigliare che non è uguale per tutti, quindi, a volte, questo approccio non è molto valido, bisogna ben valutare le situazioni. Lo smart-working funziona molto bene, chiedetelo pure a mio figlio che lo usa costantemente…
5. E tu Tiziano, cosa pensi di quello che sta succedendo? Quale pensiero ci regali oggi?
  • Vorrei poter filosofare a proposito della realtà che stiamo vivendo ma qui, negli Stati Uniti, stiamo soffrendo della insostenibile situazione politica che, sfortunatamente, lascia una grande impronta sulla sanità pubblica e sulla salute in generale. Con un presidente che ancor oggi si vanta di non usare la mascherina, organizza manifestazioni durante le quali le norme di sicurezza e di distanza non sono rispettate, si fa fatica a pensare che il prossimo futuro porti buone notizie. Io mi sono ammalato di Covid 19 a marzo. Sono stato fortunato più di altri e ne posso parlare ma la mia famiglia ha passato un periodo non proprio bello a causa di questo virus. Mi duole pensare che la gente sia così ignorante da credere che siccome c’è il sole il virus non c’è più e tutto ritorna come prima automaticamente. Vorrei avere più fiducia negli esseri umani ma sono deluso dall’atteggiamento di molti anche se, qui a New York, la gente si comporta abbastanza bene in riferimento alla mascherina e a tutto il resto. I disordini sociali legati alla violenza contro le minoranze hanno aggiunto altra confusione e, nonostante siano più che motivati, non sono veramente mirati ad un cambiamento sociale, ma portano a dividere ancor più la popolazione. Distruggere la statua di un generale confederato può anche essere simbolico, ma distruggere la statua di Cristoforo Colombo è solo una sfida alla comunità italo-amaericana che è sempre stata a fianco delle minoranze. Le azioni che dovrebbero portare a dei cambiamenti positivi irritano e inimicano altri gruppi etnici e non ottengono nulla di fatto. Perché parlo di questo in relazione al Covid 19? Perché  l’isolamento, la quarantena, la perdita del lavoro, a volte la perdita dei propri cari hanno lasciato una profonda ferita nella psiche delle minoranze e non, e i fatti di violenza che affiorano sono anche parte di questa tensione che, chiaramente, è nell’aria a lo sarà per molto. In un altro momento, la gente avrebbe reagito, sì, ma non in questo modo. Il virus ha anche questa responsabilità… sta portando ad una divisione sociale che non è né piacevole né costruttiva, specialmente con una classe politica che butta benzina sul fuoco…

https://unannoungiorno.blogspot.com/2020/07/intervista-con-la-storia-tiziano-thomas.html

Four books from the Rediscovered Operas Series published!

I am proud to announce that I just published (with Leonardo Campanile as co-editor) four volumes of the Rediscovered Operas Series at the same time! A lot of work was involved in this production and we are very proud of these books because they give music students an extra opportunity to not only being able to read correctly the libretto, but to learn about the composer, the lyricist, the theater in which it was performed and other interesting facts…

“Rediscovered Operas Series” was created by our publishing house to propose the rediscovery of some operas of the eighteenth and nineteenth centuries. They were operas written and set to music that, for incomprehensible reasons, have not had the response they deserved in the musical and opera world or had success but have been forgotten through the years. Our goal is to present the original librettos with the proper editing that does not change either the writing style or the language of the original text but corrects any typos and omissions caused by the damage that the original librettos may have undergone.

To this we added a proper but brief biography of the lyricist and of the composer, a story of the theater in which the opera was first performed and, whenever available, prefaces, articles, and introductions of the times that offer a better understanding of the content of the librettos, both as poetic compositions and as tales. We hope that this undertaking of ours will help a rekindling of the interest by musicologists and by the large public in these worthy and marvelous operas.

La collana editoriale “Rediscovered Opera Series” è stata creata dalla nostra casa editrice per proporre la riscoperta di alcune opere dei secoli XVIII e XIX. Erano opere scritte e messe in musica che, per ragioni incomprensibili, non hanno avuto la risposta che meritavano nel mondo della musica e dell’opera o hanno avuto successo, ma sono state dimenticate nel corso degli anni. Il nostro obiettivo è presentare i libretti originali con un editing che non cambia né lo stile di scrittura né la lingua del testo originale, ma corregge eventuali errori di battitura e omissioni causate dal danno che i libretti originali potrebbero aver subito.

A ciò abbiamo aggiunto una breve ma appropriata biografia del librettista e del compositore, una storia del teatro in cui l’opera è stata eseguita per la prima volta e, quando disponibile, prefazioni, articoli e introduzioni dei tempi che offrono una migliore comprensione del contenuto dei libretti, sia come composizioni poetiche sia come racconti. Speriamo che questa nostra impresa contribuisca a riaccendere l’interesse dei musicologi e del grande pubblico in queste meritevoli e meravigliose opere.

Submissions are open for Volume Two of the Anthology of Italian American Writers (Short Stories)

ANTHOLOGY OF ITALIAN AMERICAN WRITERS

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Idea Press (IdeaPress-usa.com) has recently published Volume One of “A Feast of Narrative, an Anthology of Short Stories and Creative Nonfiction by Italian American Writers” and is accepting submissions for Volume Two of the Anthology, which will consist of short stories only (fiction).

Submission guidelines

To be able to participate to the contest, the writer has to have at least one parent of Italian origins. Only short stories will be accepted; no creative nonfiction. One or two stories may be submitted. If a story, or both, will be accepted, a short biography will be required (maximum 150 words).

Manuscripts should be in Microsoft Word, single-spaced, in Times New Roman size 12 font, and of a maximum of 6,000 words for each story.

No entry fee is required. The stories chosen will become part of the anthology and one copy of the book will be sent free of cost to each participant accepted.

The deadline for submission is September 1st, 2020.

THE WRITERS WILL RETAIN THE COPYRIGHT OF THEIR STORY.

The manuscripts may be sent to EditoreUsa@gmail.com

FOR SUBMISSION, DOWNLOAD THE FORM (CLICK HERE)

A Feast of Narrative, a great book to read while in quarantine…

A Feast of Narrative VOLUME 1

An anthology of short stories and creative nonfiction by Italian American writers

AUTHOR: TIZIANO DOSSENA et al

This collection of short stories is aimed at presenting the richness of styles and creativity of Italian American writers. It consists of two sections for a total of twenty-three short stories, eight of them nonfiction and fifteen of them fiction, and eighteen authors.

In the fiction section, the opening story by Michael Cutillo, “All aboard the 6:15 for Baltimore,” uses the game of baseball to show how perseverance and family bonds may bring to fruition any dreams, maybe even with the unseen help of a Guardian Angel? It’s a marvelous story that will capture the readers’ attention and heart.

Mike Fiorito’s two stories, “Roller Royce” and “Dancing without Souls” consider the internal turmoil of a teenager who is looking for a ‘good time’ desperately and discover his own proclivities and faults while building up his social skills. An interesting look at teenagers’ life.

J. A. Forgione’s “September 11” is an insightful view of the doubts and soul tribulations of a woman who decides to see an old boyfriend after 40 years. The realization of her own past repeated mistakes and their possible cause is just one of the many psychological aspects that the writer masterfully examines through the thinking process of the character.

Keeping on the theme, “Palermo Revisited,” a story by Maria Lisella, examines the internal sufferings and soul searching of a woman who encounters the son of her ex-fiancée upon his personal request, made after a thirty years hiatus in their communication. Meeting the young man brings confusing and tempting sensations to Emma, the troubled journalist who is revisiting Palermo only for a second time in thirty years, and will test her spiritual endurance while at the same time bring some clarity in her mind about her feelings.

Laura DiLiberto Klinkon’s “Villa San Bastiano” is an intriguing internal monologue by Giacomo, a 32 year old Sicilian who has missed the opportunity to complete his university studies because of family issues and feels trapped in his small town’s trivial world. Just as the unnamed character in “September 11,” Giacomo realizes that there are flaws in his past thinking process and the subsequent actions based on such thinking, and he attempts to find a solution to the apparent spiritual stalemate he found himself in.

LindaAnn LoSchiavo appears with three stories. “A Walk on Cemetery Hill” puts to test the sense of reality of the readers by presenting an encounter with a dead person that changes the main character’s life, while “A Gaijin Among the Geishas” touches a very contemporary topic, transsexuality and one’s acceptance of his or her own new sexual identification. Ms. LoSchiavo addresses the subject with honesty and sensitivity, making this story a salient piece de resistance in her vast portfolio of short stories. Her last story, “The Gospel According to Saint Marks Place” shows how a simple kind gesture may turn the humor of a person around and change a relationship. The superb construction of the characters’ speech with their Eastern European accents and expressions will help the readers feel as if they were witnessing themselves the event in the story.

“An Ocean View,” by Andrew Mele, is a touching account of a man’s recollections of his past fifty years with his remarkable wife and the excellent Inn which has been so much part of their journey together; this story is full of longing, tenderness, and sensibility.

Revisiting the old neighborhood may bring some nostalgia for the bygone days, but it certainly may bring back the reality of those years, with the brash attitude of some of the neighbors, the nosiness of others and so forth, proving that maybe the good ole days were not so good after all. That is the topic of Marianna Randazzo’s “Mary and Martha,” a story with which many readers will find a commonality.

Tim Tomlinson’s stories both have the same main character, a seven-year-old Italian American boy who looks at the adult world with his innocent eyes and draws his own conclusions. In “The Quiet Mouse Gets the Cheese” he learns of the importance of staying silent about things that do not concern him, while in the second one, “You Understand Me,” he finds himself in a struggle with his own Italian roots when his Anglo American father bashes his wife’s family’s habits and calls them Italians Guineas. Both stories offer a very intriguing look at ethnic conflicts with a comedic style that includes a well-versed use of the slang and of the customs of Italian families in America.

Leo Vadalà’s “Fredo” touches subjects dear to many: the death of a child, the love for a dog, the symbiotic relationship between a dog and a child, the difficulty of dealing with people who do not bend rules or believe rules are written in stone, the pettiness that may destroy a faith. Mr. Vadalà does that at times with tact, at times approaching head-on and telling it as it is without hesitation; the result is optimal and satisfying. You may not agree with the main character’s decisions or beliefs, but the readers will root for him and may feel a closeness to his feelings that will surprise them.

“Taking Care of Business,” a story by Elizabeth Vallone a little reminiscent of O’Henry in its structural elaboration, takes place within the framework of the challenging life of an Hispanic household and focuses on the questions that people with a low income and a large family nucleus ask themselves, the compromises they have to take and the possible derailments that may occur in their planning. It’s a genuine pleasure to read this story and follow the characters’ reasoning and the surprising developments.

In the nonfiction section, Margaret Franceschini’s “Time in a Mirror” examines the feelings connected with the loss of her mother and what heritage really means to her. Gilda Battaglia Rorro Baldassari presents two different aspects of her life. The first, depicted in “Handouts,” is an amusing recollection of a misunderstanding that occurred in her years of professional life. The second story addresses a much more serious subject, depicting her Civil Rights Era’s rebellion attempt that somehow fizzled. Both stories are told in an immediate and powerful style.

In “Julia,” Maria Dellaventura reconstructs the life steps of a woman starting with her youthful years while describing her spiritual growth. It’s a refreshing tale of success of an everyday woman. “Boundless” by Mary Rorro narrates the poignant story of a double amputee Veteran of War who reconnects with the nurse who took care of him at the time of the almost fatal occurrence, while Maria Teresa De Donato’s “Living abroad and being an Alien” is a description of the internal conflicts and humorous situations that arise with most immigrants, that is Aliens for the government. The author blended serious and facetious concepts and situations, obtaining a wonderful effect and delivering her thoughts on the topic very clearly at the same time. Sylvana Swinburne”s Johanna’s Sacrifice, a moving family episode, brings a note of nostalgia and pride to the section. Brother Marco Bulgarelli’s “A Vocation Within a Vocation,” an honest and direct evaluation of a person’s vocations, completes the collection.

Altogether, the stories that appear in this anthology explore different topics, some of them typical of the Italian American world, while others universal, offering a gamut of styles and approaches to writing that proves the existence of a vast group of Italian American writers who deserve recognition for their work.

Tiziano Thomas Dossena, editor

A reading of LindaAnn LoSchiavo’s “The bones of the hospital”

Here follows a magnificent poem by my friend LindaAnn LoSchiavo, read by me. Click this link to the reading

The Bones of the Hospital
(Le ossa dell’ ospedale)

We’re making a novena for grandpa.
I stumble on words like leukemia,
Don’t understand bone marrow transplanting.

Before my father goes to donate his,
We’re having bone soup. “It’s nutritious food,”
Explains my mother. But the real reason’s
Because we’re broke, my classmates like to taunt.

I wonder if physicians will respect
Grandpa if neighbors hate poor foreigners
Like us, whose kitchen windows don’t emit
Aromas of expensive T-bone steaks.

Dad’s rich in health, the closest match. He sighs,
Vado in ospedale!” Miracles
Depend on faith but don’t discriminate.

One time in Stromboli, a ledge gave way,
Eruptions tearing up the crust beneath
His feet, and nonno reached out for tree bones,
Dangled all night till rescuers arrived.

Volcanoes are impartial. Which divine
Did grandpa put in charge of destiny?

Disease erupts like blowholes. Lava’s kind
To crops — — then turns destructive hot-spot god.

Perhaps le ossa dell’ ospedale
Are saints that guard red wards of surgery,
Restore the safe ground under human feet.

Strong bones of hospitals exist in dreams,
Protecting patients, blocking the cold room
Where promise goes, supplying nourishment.

Dad visits gramps. Hope is a fire revived.
Marrow’s like monks who chant for his to rise.

 

LindaAnn LoSchiavo is a dramatist, writer, and formalist. Her poetry chapbooks Conflicted Excitement (Red Wolf Editions, 2018), Concupiscent Consumption (Red Ferret Press, 2020), and A Route Obscure and Lonely (Wapshott Press, 2020), along with her collaborative book on prejudice (Macmillan in the USA, Aracne Editions in Italy), are her latest titles. She is a member of the Dramatists Guild and SFPA.

Introducing myself… and the writer’s world.

I have been writing from forever, but time has been my major constraint since I always had a job (or two) unrelated to the writing world.  However, I always dedicated every free minute that I could afford without straining my family life to writing.

cover Sunny fornewwebsitedossenaMy early work was mostly technical since I operated in Italy as an export agent in the medical/dental field and wrote many articles and essays for dental magazines in Italy. I also translated a book on Botanics for medical use from Italian to English. I alternated the technical writing to poetry writing, mostly in Italian.

After I came back to the USA in 1987, my world changed. Meeting Leonardo Campanile again (I had been present at his wedding a few years before, when I lived in the USA, since I was a friend of his future wife) gave me the opportunity to write about any topics I wanted to, and I loved that. And so was born the new me…

OperaMyLovemagazineI have been the Editorial Director of L’Idea Magazine, a journal born in 1974, since 1990, and I have founded two other magazines, OperaMyLove and OperaAmorMio, of which I still am Editor-in-Chief. I was contributing editor of Bridge Apulia USA  (which after a few years became BridgePugliaUSA and appeared only online) and have written articles for more than one hundred periodicals. 

 I also was the co-founder of Idea Graphics with Leonardo Campanile (yes, it’s always him) and the company absorbed the two magazines I had founded besides L’Idea Magazine and Idea Publications, while creating a new Imprint, Idea Press, aimed at making the Italian American writers and Italian composers more known to the world.

 Since then, I have edited many books, both in English and Italian, and translated the content of all our music scores’ biographies, prefaces, and introductions from Italian to English. Most recently I edited an anthology of short stories by Italian American writers, of which I am proud for so many reasons, been the first of its kind.

I am working on many projects at the same time, although I despise multiple tasking, and each project will be announced on this site as soon as it is completed.

 I love animals, nature, opera (you could never tell), food (some people think I am obsessed with it) and red wine (possibly Barolo or Amarone), and despise any excess, other than the lack of sleep due to overworking on writing projects…

I hope I gave a picture of myself that makes the visitor interested in my books…

 

 

 

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Be yourself; Everyone else is already taken.

— Oscar Wilde.

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This is the first post on my new website. Since the concept behind it is to inform about my activities, there may be long stretches of time without new information. I have no intention to bore the visitor with every little occurrence of my life, so I hope that this website will reach the target and satisfy the visitor who wants to know more about me…