Caro Fantozzi…
La compilazione di questa raccolta
di racconti è stata dettata da una esigenza di offrire ai lettori fedeli un
prodotto compatto ma esauriente della mia opera narrativa di questi ultimi
anni. Penso di esserci riuscito e spero che i miei lettori apprezzino la scelta
e l'accostamento dei racconti.
Abbinati a queste novelle ho
inserito alcuni disegni, schizzi e quadri di mio padre, sia come illustrazione
al racconto sia come mera estetica, onde lasciare che l'occhio riposasse su
immagini piacevoli e significative. Un elenco delle illustrazioni si trova
all'inizio del volume.
“Il filosofo” fu scritto
interamente nel Parco Sempione di Milano nel 1982. Fu pubblicato la prima volta
nel 1984 sulla rivista milanese L'Intermezzo. Successivamente, il
racconto riapparve nel 1998 a New York nella rivista L'Idea e nel 2000,
in Svizzera, nella rivista Nel Racconto.
“Il peso della coscienza” nacque
a New York come poesia nel 1976, per poi rinascere come racconto a Milano nel
1979. La poesia fu persa nel corso di uno dei vari spostamenti, ma il racconto
sopravvisse e fu pubblicato, in una versione rimaneggiata, nella rivista Arte
e Società nel 1982, nel trimestrale L'Idea nel 1997, e quindi da Nel
Racconto nel 2000.
“Il pianto” apparve per la prima
volta nella pubblicazione L'Intermezzo nel 1985, fu pubblicato una seconda
volta dalla rivista newyorchese L'Idea nel 1997, per poi riapparire su
Nel racconto nel 2003.
“Il telefono giallo” fu
pubblicato da L'Intermezzo nel 1985, da L'Idea nel 1999 e da Nel
racconto nel 2001. Il racconto, classificatosi al 1o posto ex-aequo al Concorso Letterario
Parole Di Carta, è apparso anche sulla omonima antologia del Premio, pubblicata
da Marsilio Editore.
“La corsa” apparve su L'Idea
nel 1997 per poi essere pubblicato da Nel Racconto nel 2007.
Tutti i suddetti racconti, che
hanno ricevuto encomi e riconoscimenti ufficiali dalla critica, guadagnandosi
rispettose posizioni (1o, 2o o 3o ) in vari
concorsi nazionali, sono rigorosamente di fantasia, a differenza dei racconti
che seguono e del saggio finale.
“Marzo 1999: A 25 anni dalla partenza”,
pubblicato nel 1999 da L'Idea di New York, riporta gli eventi tragici
occorsi nel marzo di quell'anno, in concomitanza con i festeggiamenti per
l'anniversario della nascita della rivista
L'Idea, di cui sono stato direttore editoriale negli ultimi 13 anni.
“L'importanza dell'Internet”
narra le mie traversie con la compagnia che offriva il servizio Internet a
Miami Beach, in Florida, e fu pubblicato da L'Idea nel 2007.
“Welcome to the United States”
apparve in versione ridotta, con il titolo “La nave”, su L'Idea nel
2006. Rimaneggiato ed ampliato, il racconto sarà pubblicato nel 2009 nella
rivista Nel Racconto, che nel frattempo ha spostato i suoi uffici da
Clarens, in Svizzera, a Genova. Il racconto narra il mio viaggio migratorio
negli Stati Uniti, nell'ormai lontano 1969, e le mie prime esperienze ed
impressioni sul suolo americano.
Nello stesso numero 48 della
rivista Nel Racconto si potrà trovare,
inoltre, il racconto “La bandiera”, che illustra un episodio della vita di mio
padre.
“Caro Fantozzi...” è un racconto
inedito nato nel 2008, a distanza di un anno dal mio infausto viaggio in Italia
alla ricerca di un ultimo addio con mio fratello. Ai lettori potrà sembrare strano
che una tragedia possa aver fatto nascere una narrativa serio-comica, ma la
distanza fra i due è molto spesso solo nella posizione nella quale ci si trova,
vale a dire se quella di osservato o di osservatore. Quante volte, del resto,
avrete detto a voi stessi: “Se non la stessi vivendo io, quest'avventura,
potrei anche riderci sopra”. A questo punto, la tragedia non la si può
cambiare, tuttavia posso sempre ridere
alle mie peripezie, che al momento mi parevano insormontabili.
“New York e gli Italiani” è un
saggio apparso nella rivista virtuale Racconti e Letteratura, sulla
quale furono pubblicati una serie di miei articoli sull'argomento “Gli italiani
a New York”, e pubblicato nel 2000 da L'Idea. La decisione di includere
questo articolo, che vinse la medaglia d'oro al Premio Emigrazione del 2000, è
legata al bisogno di rispondere, anche se in maniera concisa, alle incessanti
domande che mi vengono fatte riguardo la nostra comunità italoamericana.

Caro Fantozzi...Storie fantastiche e commoventi.Cuore nomade, più per vocazione che per necessità, Tiziano Thomas Dossena pare aver messo fine al suo girovagare in quel di Brooklyn.
In realtà, continua a viaggiare con carta e penna: una valigia piena di sogni ed una macchina del tempo fantastica. E verga, così, racconti di preziosità lieve e profonda pensosità.
Come capita a chi ha vissuto mille lacerazioni, non dimentica mai di narrare i cieli. Che sono quelli della memoria. Quelli del cuore.
Non tragga in inganno il titolo della nuova raccolta del direttore del mensile statunitense “L’Idea”, simbolo ormai della comunità italiana laggiù. “Caro Fantozzi...” vuol dire, certo, che tutti quanti noi abbiamo una nuvola nera sul capo e mille disavventure che ci accompagnano lungo il cammino esistenziale. Ed esilarante al proposito è la storia delle peripezie dell’autore. Tuttavia, altre pagine scavano dentro valori quasi obliati da noi che nel tanto vituperato Stivale stanchi ci viviamo.
La bandiera tricolore, per esempio, per quanti ancora è il simbolo della patria?
Insomma, il labirinto suadente di parole ti cattura al punto da farti perdere tra le pagine e farti riconoscere, di volta in volta, nei diversi personaggi che lo animano: il filosofo, il pugile mancato, Francesco che piange, Giorgio...
E, come se fosse nostalgico prosimetro, alla prosa poetica dello scrittore di origini milanesi s’affianca a mo’ di lirico commento l’arte di Emilio Giuseppe Dossena, un impressionismo malinconico, che scandisce i passaggi salienti di questo peregrinare fra storie e varia umanità.Mario Sicolo